Chez Charlotte Spleen

C'è solo un modo di dimenticare il tempo: impiegarlo.


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Libro della settimana

In questi giorni sto leggendo i racconti dello scrittore francese Guy de Maupassant, scritti intorno a fine 800. Il racconto che più mi è rimasto nel cuore é ” La collana”, per il suo finale straordinario e inaspettato. Ovviamente per non rovinarvi il piacere di leggerla non vi svelo la conclusione della storia ma un assaggio potrete concedermelo ..
Il racconto tratta la storia di Madame e Monsieur Loisel, dipendente statale con una ridotta disponibilità economia. Proprio per questo motivo, la signora non desidera altro che appartenere ad una classe sociale benestante e possedere gioielli da sfoggiare ad eventi e ricevimenti dell’alta borghesia. Questa sua aspirazione avrà conseguenze disastrose sulla vita dei coniugi.
Anche in questo caso, come nelle altre novelle, Maupassant vuole rappresentare gli ambienti perbenisti della borghesia con i suoi molteplici vizi, senza però esprimerne un giudizio morale. Così, la visione pessimistica definisce tutti i suoi racconti, che oltre ad essere realistici sono considerati noir, proprio per il loro finale inaspettato, satirico e pungente.

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J’ai deux amours ; mon pays et Paris.

Avrei dovuto dedicare un post a Parigi molto prima, ma ogni volta che mi trovavo a farlo cancellavo velocemente le poche righe scritte. Non sono una ragazza che ama parlare (o meglio, scrivere in questo caso) dei ricordi.

Ad ogni modo, trovo carino condividere ciò che meglio mi ricordo della mia ultima visita, in Ottobre. Poche cose da me fotografate o visitate perché sono dell’idea che per conoscere la città sia necessario viverla personalmente; trovo inutile leggere pareri scritti su internet o su libri che spesso si rivelano fin troppo soggettivi, lasciando poi poca fantasia al viaggiatore.

Per cominciare anticipo che il francese è la lingua che più mi affascina e che più ho studiato, e la Francia è il paese europeo che più ho visitato. Parigi, i castelli della Loira, la Provenza, Mont Saint-Michel, la Costa Azzura, l’Alta Normandia…

Torniamo a Parigi. Come prima cosa ecco qua i posti dove mangiare, in cui sono stata l’ultima volta:

  • Schwartz’s Deli. (“deli” se ben ho capito sta per “délicatesses” ) L’ambiente è semplice e accogliente e si fa subito caso al bancone della macelleria dove la carne è in vendita, oltre ad essere destinata al consumo momentaneo. Il menù presenta principalmente hamburgers cucinati in svariati modi e accompagnati con una vasta scelta di contorni (oltre a poche Soupes e Salades per chi non ha voglia di mangiare carne ) . Personalmente se non si è amanti della carne e di porzioni molto abbondanti conviene lasciare perdere. (Per chi volesse provare: 16, Rue des Ecouffes, quartier du Marais.) Di seguito vi mostro la foto che ho scattato.

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  • La Table d’Anvers: ristorante trovato per caso, nel quartiere di Montmartre (2, Place Anvers ). Personale gentilissimo, luci soffuse, zero turisti, piatti originali e cucina ottima.

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Contrariamente alle prime due volte in cui sono stata a Parigi, ho trovato la zona degli Champs-Élysées invivibile, totalmente caotica, presa d’assalto da turisti impazziti per i tanti negozi che fino a prova contraria si possono trovare anche in Italia.

A sorpresa, nella zona circostante alla Tour Eiffel abbiamo trovato l’esposizione internazioanle degli “United Buddy Bears“, formata da 300 opere alte circa due metri raffiguranti degli orsi. Ogni orso rappresenta un diverso stato ed è dipinto a mano da un diverso artista.

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Il quartiere che più mi è rimasto nel cuore è quello dell’ Opéra; uno dei quartieri presi meno in considerazione dai visitatori. L’Opéra National è un edificio che rimarrei a fissare per ore ed il suo interno, che ho visitato 3-4 anni fa, lascia senza fiato.Ricordo ancora il soffitto dell’Auditorium dipinto da Chagall contrastato dai velluti rossi e dalle foglie dorate sulle pareti. Place de l’Opéra è uno dei punti nevralgici della città.

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