Chez Charlotte Spleen

C'è solo un modo di dimenticare il tempo: impiegarlo.


Lascia un commento

Memories of London

Per non perdere altri ricordi del viaggio a Londra, e aspettando di tornarci, allego a questo post le foto più belle che ho scattato.

Camden Town

Immagine

Carnaby Street

Immagine

Portobello

Immagine

Tower Bridge

Immagine

Hyde Park

Immagine

Immagine

Annunci


Lascia un commento

Zoo portraits

Ecco il nome del nuovo progetto dell’artista Yago Partal.

Più dettagliatamente, il graphic designer spagnolo ha lanciato le sue nuove opere (fotomontaggi) illustranti diverse specie di animali vestiti da umani su Tumblr (dove è possibile acquistare i poster in diversi formati) rendendoli più simili a noi.

Immagine

Immagine

Ovviamente, parliamo di uno zoo alla moda, dove il koala è vestito in stile hawaiano, il lupo in smoking, il rinoceronte in giacca di pelle e tanti altri animali presentano un outfit alla moda, trasmettendo un’idea di divertimento e originalità.

Zoo Portraits by Yago Partal

Immagine


Lascia un commento

Fabri Fibra : presenza inopportuna (?)

Immagine

Da pochi giorni è stata resa pubblica la notizia che Fabri Fibra, noto rapper italiano, non potrà partecipare al concerto del primo maggio a Roma.

Inizialmente invitato a partecipare al concerto per la festa dei lavoratori e poco dopo escluso anche a causa della protesta della nota associazione D.i.Re (Donne in rete) contro la violenza sulle donne. L’associazione ha infatti accusato Fabri Fibra di scrivere testi pieni di messaggi sessisti, omofobi e misogini e per questo i sindacati hanno preso la decisione di tenere lontano dal palco il rapper.
Lo stesso cantante ha commentato quanto successo scrivendo queste parole sul suo account di facebook:
Concertone del Primo Maggio in Piazza San Giovanni: nemmeno quest’anno sarò su quel palco. Mi sembrava strano. In effetti, l’invito entusiasta da parte di Marco Godano mi aveva sorpreso, era una bella novità. Invece poi non sono gli organizzatori che decidono chi suona in piazza. Nei miei testi forse non tutti ci leggono l’impegno politico o sociale necessario per eventi del genere. Nel 2013, per alcuni, il rap e i suoi meccanismi artistici sono ancora da interpretare e da capire fino in fondo. Qualcuno voleva che io suonassi e qualcuno no. Nonostante il tentativo, non si fa nulla. Il Primo Maggio è ancora soggetto a certi schemi che in altri circuiti live non ci sono o comunque non ci sono più. Penso in ogni caso che i concerti siano una bella occasione per i ragazzi di vivere esperienze musicali reali. Ci vediamo comunque in tour quest’estate e quest’autunno.
Il problema non è ovviamente se Fabri Fibra c’è o non c’è sul palco ( “checcefrega”!? ) ma ho riflettuto sull’accaduto e su quanta importanza sia stata data dai media ad una notizia di così poca importanza e rilevanza per il nostro paese.
Penso infatti che l’unica conseguenza ottenuta sia stata quella di valorizzare l’immagine del rapper italiano, tanto criticata quanto temuta. Penso che il concerto del Primo Maggio sia una rassegna stampa che ha sempre rappresentato i valori del lavoro, della libertà e della socialità, e che in questo modo stia negando la libertà di espressione. Non parlerei tanto di censura preventiva in questo caso come invece hanno fatto diversi media; in quanto personalmente trovo che non si tratti di censura non trovarsi all’altezza di un determinato evento. Inoltre penso che, per quanto questo cantante possa piacere o meno, con le sue canzoni riesca sempre a provocare differenti componenti della società, scatenando sempre nuove critiche che lo portano ad essere più celebre. Cosa ne pensate?


Lascia un commento

Handmade necklaces

Oggi vorrei dedicare il mio post ad alcune delle collane fatte a mano da NaritaJewels. 

1.Bianca – pietre di onice bianco ed argenti.

Immagine

Immagine

2. Turchese – pietre turchesi, argenti.

Photo taken with Starmatic

Immagine

3. Rossa/nera – onice nero, coralli, argenti, resina rossa, pietre dure, madreperla, corniola.

Immagine

Immagine

4. Rossa/Rosa – corallo rosa, argenti, legno, vetro resina rosso, pietre dure.

Immagine

5. Rossa – corallo grezzo, argenti, resina rossa, corniola, giada.

Immagine

Immagine

Cosa ne pensate? Per informazioni sui prezzi, sui materiali o sulla possibilità di ordinarne altre aggiungendo dettagli/pietre diverse non esitate a chiedere!


2 commenti

J’ai deux amours ; mon pays et Paris.

Avrei dovuto dedicare un post a Parigi molto prima, ma ogni volta che mi trovavo a farlo cancellavo velocemente le poche righe scritte. Non sono una ragazza che ama parlare (o meglio, scrivere in questo caso) dei ricordi.

Ad ogni modo, trovo carino condividere ciò che meglio mi ricordo della mia ultima visita, in Ottobre. Poche cose da me fotografate o visitate perché sono dell’idea che per conoscere la città sia necessario viverla personalmente; trovo inutile leggere pareri scritti su internet o su libri che spesso si rivelano fin troppo soggettivi, lasciando poi poca fantasia al viaggiatore.

Per cominciare anticipo che il francese è la lingua che più mi affascina e che più ho studiato, e la Francia è il paese europeo che più ho visitato. Parigi, i castelli della Loira, la Provenza, Mont Saint-Michel, la Costa Azzura, l’Alta Normandia…

Torniamo a Parigi. Come prima cosa ecco qua i posti dove mangiare, in cui sono stata l’ultima volta:

  • Schwartz’s Deli. (“deli” se ben ho capito sta per “délicatesses” ) L’ambiente è semplice e accogliente e si fa subito caso al bancone della macelleria dove la carne è in vendita, oltre ad essere destinata al consumo momentaneo. Il menù presenta principalmente hamburgers cucinati in svariati modi e accompagnati con una vasta scelta di contorni (oltre a poche Soupes e Salades per chi non ha voglia di mangiare carne ) . Personalmente se non si è amanti della carne e di porzioni molto abbondanti conviene lasciare perdere. (Per chi volesse provare: 16, Rue des Ecouffes, quartier du Marais.) Di seguito vi mostro la foto che ho scattato.

Immagine

  • La Table d’Anvers: ristorante trovato per caso, nel quartiere di Montmartre (2, Place Anvers ). Personale gentilissimo, luci soffuse, zero turisti, piatti originali e cucina ottima.

Immagine

Immagine

Contrariamente alle prime due volte in cui sono stata a Parigi, ho trovato la zona degli Champs-Élysées invivibile, totalmente caotica, presa d’assalto da turisti impazziti per i tanti negozi che fino a prova contraria si possono trovare anche in Italia.

A sorpresa, nella zona circostante alla Tour Eiffel abbiamo trovato l’esposizione internazioanle degli “United Buddy Bears“, formata da 300 opere alte circa due metri raffiguranti degli orsi. Ogni orso rappresenta un diverso stato ed è dipinto a mano da un diverso artista.

Immagine

Il quartiere che più mi è rimasto nel cuore è quello dell’ Opéra; uno dei quartieri presi meno in considerazione dai visitatori. L’Opéra National è un edificio che rimarrei a fissare per ore ed il suo interno, che ho visitato 3-4 anni fa, lascia senza fiato.Ricordo ancora il soffitto dell’Auditorium dipinto da Chagall contrastato dai velluti rossi e dalle foglie dorate sulle pareti. Place de l’Opéra è uno dei punti nevralgici della città.

Immagine

Immagine


1 Commento

Esperimento n°2 : crostata con crema e frutta.

Inverno. Nevica, fa freddo, il cielo a Bologna è grigio 6 giorni su 7, perché allora non sperimentare qualche dolce a caso e divorarlo? (non sempre, visti i risultati a volte deludenti… )

Ieri pomeriggio mi sono cimentata in una sottospecie di crostata con crema, fragole e more. Delusione numero 1: il sapore delle more e delle fregole, non essendo di stagione, purtroppo era vagamente somigliante a quello originale .

Ricordando la favolosa crostata con crema e frutti di bosco che mangiavo da piccola, ho appositamente chiesto consigli e indicazioni su come meglio ottenere la stessa crema alla nonna. Ah, la nonna; solitamente la figura più indicativa per quanto riguarda la cucina, per persone alle prime armi come me. Invece no. La mia ( per fortuna nel mio caso ne esistono due!) in cucina se la cava per quanto riguarda le cose più semplici, o essendo un po’ disordinata e distratta, per quanto riguarda il pasticcio (simile alla lasagna ma, appunto, più raffazzonato ma a mio parere buonissimo). Ebbene anche in questo caso, ormai sono sicura, mi ha dato le dosi per ottenere la crema, un po’ alla bell’e meglio. Ho usato la fecola di patate al posto della farina (?) e ne ho messa, come da lei suggerito “quanto basta, a occhio”. Ecco, questa è la tipica frase da non dire mai a una principiante come me in fatto di cucina. A occhio per me è come dire A CASO, A SENTIMENTO, perché la mia esperienza è pari a zero e “a occhio” per me può voler dire qualsiasi cosa…e infatti. Sapore poco soddisfacente. In più, seguendo il consiglio della nonna ho aggiunto DELLE scorze di limone, altra indicazione imprecisa; ed infatti A SENTIMENTO ne ho messe 3, e la mia crema somigliava più a un sorbetto al limone. 

Contrariamente al sapore, per quanto riguarda l’aspetto tanto male non è andata. A dirla tutta, riguardando la foto la voglia di mangiarne un altro pezzo mi è tornata!

Immagine

Come ho detto la scorsa volta, consigli e considerazioni diversi da quelli della nonna “casinara” sono ben accetti!


1 Commento

Sacher addicted

Per quanto mi riguarda, la torta più buona che esista.

Inventata nell’800 in Austria, la ricetta originale è custodita dall’Hotel Sacher di Vienna, primo produttore di questo dolce. Non ho mai avuto modo di assaggiarla, ma da quando ho scoperto che hanno creato lo shop online, la tentazione di ordinarla su internet non mi dà pace! ( Per chi volesse darci un’occhiata :  http://shop.sacher.com/?language=en ).

Immagine

Adesso però torniamo a me. Da un mese a questa parte ho provato a cucinare questa torta in 3 tentativi.

Il primo, un fiasco. Diciamo che per essere stata la prima volta, poteva andare peggio, ma la glassa e il fatto che non fosse morbida mi hanno portata ad un secondo tentativo, il più riuscito. Sarà stata la nonna che ci ha messo “del suo” e sarà stata l’atmosfera natalizia, ma quel che ne è venuto fuori era degno di chiamarsi sacher. Eccola qua.

Immagine

Ecco poi il terzo tentativo di ieri. Ormai mi sentivo quasi un’esperta, sicura che sarebbe venuta ancora meglio della seconda prova. Ovviamente invece, un disastro. Non solo è venuta talmente bassa (quasi quanto una tenerina) da non riuscire a tagliarla a metà per farcirla di marmellata, ma la morbidezza è solo un lontano ricordo e la glassa dà l’idea di cioccolata sciolta annacquata.

Ora, ho voluto scrivere questo post anche per chiedere un aiuto a chiunque se ne intenda più di me, così che magari possa darmi qualche indicazione della sua ricetta e qualche consiglio. La ricetta che ho seguito per questi 3 tentativi, mi sono ripromessa di non seguirla più.