Chez Charlotte Spleen

C'è solo un modo di dimenticare il tempo: impiegarlo.

Maya o non Maya

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Ebbene sì, se scrivo è perché sono ancora viva. (e dico a voi credenti nelle profezie, anche in Australia stanno tutti bene, l’hanno scritto su Facebook.)

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Dopo aver passato quasi interamente la giornata del 20 Dicembre ad ascoltare amiche e non, giornalisti e parenti, posso tirare le mie somme su questo “falso” allarme.

Tanto per cominciare, il conto alla rovescia per il misterioso 21 Dicembre era cominciato mesi e mesi fa; della “fine del mondo” ne erano a conoscenza un po’ tutti, Proprio per questo, per quanto mi riguarda, ero già stanca da mesi di discutere di possibili catastrofi ambientali piuttosto che di cataclismi o alieni in arrivo sul nostro pianeta.

Sono una persona molto confusa per quanto riguarda la religione; faccio fatica a credere che esista “un Dio” o qualcuno/qualcosa in cui credere, anche per questo motivo non mi sono mai soffermata a pensare alle profezie di una civiltà come i Maya, esistita milioni di anni fa.

Nonostante ciò, la curiosità mi ha portata ad ascoltare attentamente ciò che pensano conoscenti e ciò di cui trattavano servizi giornalistici e documentari.

Innanzitutto, ho sempre trovato ridicolo il fatto che i Maya avessero stabilito nel loro calendario che il 21 Dicembre 2012 si sarebbe verificato un evento IMPRECISATO. Mi sembra un po’ inconcludente come profezia! Già che c’eravate, cari vecchi Maya, oltre ad azzardare una data secondo i cicli del vostro calendario, non potevate suggerirci anche la causa della nostra morte ? Perlomeno la gente tanto credente nelle vostre profezie sarebbe stata in grado di potersi eventualmente salvare dalla morte, e non avrebbe perso tempo a pensare a come ripararsi da hamburger giganti caduti dal cielo o dall’arrivo di orde di zombie venuti dal mondo dei morti. Queste però, sono tutte mie considerazioni personali, che non voglio imporre a nessuno.

Detto ciò, sono anche una persona a cui piace molto scherzare e in questo caso mi sono “divertita” con amiche e conoscenti che ne discutevano realmente preoccupati, aumentando il loro panico e le loro paranoie. Ho visto la gente impostare la sveglia alle 23:59 per godersi l’ultimo minuto, collegarsi ogni attimo ai siti dei maggiori quotidiani del pianeta per avere notizie, mandare sms di addio (!) ai proprio amici, confidandomi le loro paure su quello che sarebbe potuto accadere. Eppure più mi trovavo attorno persone realmente preoccupate, più la situazione per me diventava ridicola.

Il fenomeno che avrei voluto rivivere sarebbe stato un revival de la “Guerra dei mondi” del 1938, quando, tramite una trasmissione radiofonica, si diffuse il panico tra i radioascoltatori che si riversarono sulle strade in preda al panico, convinti che gli alieni stessero invadendo il territorio Americano. Nonostante il produttore del programma non avesse intenzione di fare uno scherzo, le case dei cittadini si svuotarono e il panico dilagò, ufficializzando ancora una volta il potere di manipolazione dei media. Sono sicura che, con uno sceneggiato radiofonico come questo, sarebbero state molte le persone di mia conoscenza a reagire come gli Americani del ’38.

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Scampata la morte, andiamo a goderci la vita (e il weekend).

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Autore: charlottespleen

Studentessa di Scienze della Comunicazione

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